Prime Tac sui calchi di Pompei

Per la prima volta nella storia del sito archeologico di Pompei è stato allestito un ambulatorio mobile, con macchinari da duecento tonnellate di peso, per fare le Tac che aiuteranno i ricercatori a stabilire sesso, età e status degli scheletri delle vittime dell’eruzione.
“Non c’è nessuna spettacolarizzazione dela morte – precisa il soprintendente Massimo Osanna; la nostra è una operazione di conoscenza indispensabile per la tutela e la valorizzazione che coinvolge, oltre ad archeologi e restauratori, anche antropologi, ingegneri informatici e medici. I dati dello studio ci permetteranno di ricomporre la società di quegli anni. Lo studio dei denti racconta la biografia di una persona.”
Precedentemente erano state fatte Tac alle mummie del Museo Egizio di Torino, ma queste erano di più facile trasporto; per i calchi di Pompei si è dovuto allestire un laboratorio da campo, e degli 86 calchi restaurati nell’ambito del Grande Progetto Pompei, soltanto alcuni sono riusciti ad essere sottoposti alla Tac, perché il massimo dell’apertura del macchinario è di 70 centimetri.
Gli studi in quest’ottica sono solo agli inizi ma già ci sono delle sorprese: calchi senza resti umani (ormai è rimasto solo il gesso) o casi in cui i resti ossei sono precipitati sul fondo della sagoma, ma anche casi in cui la struttura ossea è rimasta quasi completamente integra.
Dalle prime analisi si è già confermato che i pompeiani avevano denti sani e perfetti, segno di un’alimentazione sana, molta frutta e verdura, poca carne e pesce e pochi zuccheri.
Un’altra novità importante potrebbe servire a stabilire con più precisione la data dell’eruzione: se verranno trovate tracce di abiti a tessuto pesante, sarà più probabile che sia avvenuta in autunno e non ad agosto.

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